Vorrei essere ovunque.

Vorrei essere ovunque e con chiunque oggi lavora nei campi d'olivi.

Vorrei essere con loro, condividerne le fatiche, aiutare a raccogliere il prezioso carico dagli alberi e trasportare in frantoio il giusto raccolto dell'anno.

Vorrei essere con chi, adesso, affida il destino alle olive, sperando e pregando che sia un'altra annata da sogno. 

Vorrei essere tra quelli che inondano, col proprio prezioso fardello d'olive, di profumi i frantoi.

Vorrei essere con loro, mentre attingono piano allo scrigno prezioso che custodisce l'olio d'olivi e con loro assaggiare e godere dei sapori attesi per un anno.

Vorrei, ma non posso.

Sono qui, accanto a uno schermo a vedere e gioire con quanti, pur in una annata difficile come questa, han fatto di tutto per darci, una volta ancora, di che saziarci per l'anno.

Son qui, incollato ad una finestra virtuale, pur inondato da foto di ulivi, olive, frantoi ed olio d'olivi delle quali manca un segno.

Son qui ad assistere ad un film muto, mancante di loro: i profumi e i sapori del nuovo raccolto.

Son qui, spogliato, arido e privo di quella linfa vitale che dall'albero sgorga, e di cui si raccoglie fino all'ultima goccia, ma attendo.

Attendo, con impaziente frenesia, l'arrivo di buone novelle, l'arrivo degli oli d'amici, la cui conta segna il tempo vibrante dell'attesa. 

Avrò così di che dire, avrò di chi cantarne le gesta, avrò un'ottima scusa per spillarne il succo prezioso. 

Avrò anche da dire, sicuro, senza retorica alcuna: buon olio nuovo a tutti, e stavolta proprio tutti! 


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